Fornitura ed infissione nel terreno o nelle fessure tra massi di talee legnose di specie vegetali con capacità di propagazione vegetativa, di due o più anni di età, di ø da 1 a 5 cm e lunghezza minima di 50 cm. Verranno infisse in modo perpendicolare o leggermente inclinate rispetto al piano di scarpata, mediante mazza in legno, previa eventuale formazione di un foro con una punta di ferro o previo taglio a punta della talea stessa, in modo da sporgere dal terreno per circa 1/4 della lunghezza ed in genere non più di 10-15 cm.
Messa a dimora di arbusti autoctoni da vivaio (a radice nuda, in zolla, in contenitore multiforo, in fitocella), con certificazione di origine del seme, in ragione di 1 esemplare ogni 3 ÷ 20 mq aventi altezza minima compresa tra 0,30 e 1,20 m, previa formazione di buca con mezzi manuali o meccanici di dimensioni prossime al volume radicale per la radice nuda o dimensioni doppie nel caso di fitocelle, vasetti o pani di terra. S’intendono inclusi: l’allontanamento dei materiali di risulta dello scavo se non idonei; il riporto di fibre organiche quali paglia, torba, cellulosa, etc. nella parte superiore del ricoprimento, non a contatto con le radici della pianta; il rincalzo con terreno vegetale con eventuale invito per la raccolta d’acqua o l’opposto a seconda delle condizioni pedo-climatiche della stazione; la pacciamatura in genere con dischi o biofeltri ad elevata compattezza o strato di corteccia di resinose per evitare il soffocamento e la concorrenza derivanti dalle specie erbacee.
Azioni di attecchimento profondo forzato mediante immissione in profondità (L= 1,5 metri, foro da 32-40 mm da eseguire per perforazione con trapano ) di torba additivata con concime granulare a lenta cessione tipo osmocote contenente Magnesio e Ferro, od altro tipo di concime granulare a lenta cessione in quantità e qualità indicate da agronomo o direttore lavori in funzione dellaprofondità del suolo e delle caratteristiche pedologiche delterreno.
Messa a dimora di alberi autoctoni da vivaio (a radice nuda, in zolla, in contenitore, in fitocella), con certificazione di origine del seme, in ragione di 1 esemplare ogni 5 ÷ 30 mq, aventi altezza minima compresa tra 0,50 e 1,50 m, previa formazione di buca con mezzi manuali o meccanici di dimensioni prossime al volume radicale per la radice nuda o doppie nel caso di fitocelle, vasetti o pani di terra.
Realizzazione di una copertura diffusa sino a 3 metri di altezza su sponde di alveo realizzata con astoni e talee di specie vegetali con capacità di propagazione vegetativa (Salici, Tamerici, …). La ramaglia ha disposizione perpendicolare alla direzione del flusso d’acqua ed è fissata al substrato mediante filo di ferro teso tra picchetti e paletti vivi e/o morti. La base della ramaglia viene conficcata nel terreno umido o a contatto con l’acqua in fosso, realizzato tramite escavatore, alla base della sponda (largh. 80 cm,profondità 40 cm).
Realizzazione di una copertura armata (con fune d’acciaio e barre d’acciaio) diffusa su sponde di alveo realizzata con astoni e talee di specie vegetali con capacità di propagazione vegetativa (Salici, Tamerici, …). La ramaglia ha disposizione perpendicolare alla direzione del flusso d’acqua ed è fissata al substrato mediante filo di ferro teso tra picchetti e paletti vivi e/o morti. La base della ramaglia viene conficcata nel terreno umido o a contatto con l’acqua in fosso, realizzato tramite escavatore, alla base della sponda (largh. 80 cm,profondità 40 cm). Va completata con fune d’acciaio da 16 mm, morsetti serrafune e barre d’acciaio con asole. Compreso ricoprimento degli astoni con terreno vegetale spessore al finito circa 3 cm.
Rivestimento di sponda, previa modellazione, in condizioni di bassa pendenza e velocità dell’acqua, con culmi di canna (essenzialmente è impiegata Phragmitesaustralis) in numero di 30 – 60 culmi per metro, di lunghezza da 80 a 170 cm,disposti perpendicolarmente alla corrente, con la parte inferiore a contatto con l’acqua (10 – 15 cm sotto il livello medio). Compresa la ricopertura dei culmi con uno strato di terreno di spessore di circa 1 cm e il fissaggio mediante paletti di legno ( 6 – 8 cm e L 80 cm), infissi secondo file parallele alla direzione dell’acqua con interasse variabile di 50 – 100 cm, e filo di ferro cotto ( 2 – 3 mm).
Viminata in legno seminterrata con piantine e/o talee, realizzata con pali di castagno scortecciati ed appuntiti e trattati con emulsione bituminosa, del diametro di 6-8 cm e della lunghezza media di ml 1,00, da porre alla distanza media di cm 60, infissi al suolo per una profondità di cm 60 circa. Nella parte fuori terra si intrecciano verghe di specie legnose idonee, con capacità di propagazione vegetativa, intrecciate attorno a paletti di legno e fissate ai pali con chiodi e/o fil di ferro zincato, in 5-8 file a seconda del loro diametro, distanti fra loro 3-4 cm in modo da trattenere il materiale terroso che si sistemerà a tergo. Compresi livellamento del terreno, movimenti di terra eseguiti a mano, il trattamento dei picchetti con emulsione.
Costituzione di drenaggi mediante messa a dimora all’interno di un solco di fascine vive, di specie legnose adatte alla riproduzione vegetativa, disposte lungo il percorso più probabile delle acque meteoriche, legate ad intervalli di cm 30 con fil di ferro zincato del diametro minimo di mm 2. Le fascine verranno poste in modo da sporgere per 1/2-1/3, in un fosso predisposto lungo il percorso più probabile dell’acqua, possibilmente su uno strato di ramaglia viva o morta. Le fascine verranno fissate ogni 80-100 cm con pali di salice vivi e/o pali di castagno di diametro appropriato (minimo cm 6-8) infissi nel terreno con orientamento alternato e dovranno essere rincalzate con terreno per garantirne la vegetazione e la crescita delle piante.
Messa a dimora lungo le sponda di corsi d’acqua di fascine vive di specie legnose adatte alla riproduzione vegetativa, del diametro 20 – 50 cm, in numero di 10 – 12 pz/m, mescolati ad altre specie, legate ad intervalli di 30 cm con filo di ferro cotto di almeno 2 mm. Esse saranno poste in modo da sporgere per 1/2 – 1/3, in un fosso predisposto al piede della sponda con una profondità di 20 – 40 cm, su uno strato di rami che sporgeranno per almeno 50 cm da sotto la fascina fuori dall’acqua. Le fascine verranno fissate ogni 0,8 – 1 m con pali di Salice vivi o con barre in ferro e dovranno essere rincalzate con terreno per garantire la crescita delle piante.
Posa in opera manuale lungo la parete del solco di ramaglia viva disposta in gran quantità, fino a raggiungere uno spessore a centro solco di 40-50 cm, a spina di pesce, con la punta dei rametti rivolta verso le pareti del solco. Si farà in modo da far aderire quanto più possibile la ramaglia alle pareti ed al fondo del solco in modo da aumentare la possibilità di radicazione. La ramaglia viene trattenuta da paletti in legno di castagno disposti trasversalmente (ogni 1,00 ml o meno a seconda della pendenza del solco), ammorsati alle pareti con picchetti in legno e tenuti fermi da altro palo in legno di castagno infisso al centro del fosso o del solco. Paletti e picchetti del diametro minimo di cm 8,00 saranno legati con fil di ferro zincato del diametro minimo di mm 2,00. Alla fine, lo strato di ramaglia verrà ricoperto (tranne le cime dei rametti) da uno strato di terreno vegetale opportunamente pressato.
Realizzazione di cordonata viva eseguita su banchine o terrazzamenti a L orizzontali di larghezza minima di 35 – 50 cm, con leggera contropendenza (minimo 10°) distanti circa 2 – 3 m l’uno dall’altro, su cui si dispone longitudinalmente dello stangame preferibilmente di resinosa o di Castagno con corteccia di 6 – 12 cm, lunghezza 2 m) per sostegno fissate con picchetti in legno (diametro 12-15 cm) su due file parallele, una verso l’esterno fissata con picchetti in legno o ferro e una verso l’interno dello scavo. La banchina deve
avere profondità da 50 a 100 cm; la stesura di un letto di ramaglia in preferenza di conifere sul fondo dello scavo; la ricopertura con uno strato di terreno di circa 10 cm; la collocazione a dimora di talee di specie legnosa con capacità di riproduzione vegetativa, in ragione di 10 – 25 talee per metro, o piantine a radice nuda di specie ad elevata capacità di attecchimento e propagazione, sporgenti verso l’esterno del pendio per almeno 10-20 cm e in fine la ricopertura del tutto con inerte proveniente dallo scavo superiore.
Realizzazione di gradonata viva tramite scavo di gradoni o terrazzamenti (secondo le curve di livello) con profondità in genere di 0,5 ÷ 1 m con pendenza verso l’interno di 5°-10° e del pari contropendenza trasversale di almeno 10° e realizzazione di file parallele dal basso verso l’alto con interasse 1,5 – 3 m. I gradoni andranno completati con messa a dimora all’interno del gradone di talee e ramaglia piante legnose con capacità di riproduzione vegetativa, disposte a pettine, della lunghezza > 100 cm (10 – 20 cm > della profondità dello scavo) e diametro di 1 – 7 cm e piantine radicate (almeno 3/ml) di latifoglie resistenti di altezza di 100 cm (10 – 20 cm > della profondità dello scavo) e un diametro di 1- 3 cm da ricoprire con materiale proveniente dagli scavi superiori.
Sistemazione a gradinata di solchi a “V” profondi e ripidi che normalmente non portano acqua, in terreni soffici e con granulometria fine (limo, argilla, sabbia) e/o con poco scheletro mediante infissione nel terreno, uno accanto all’altro, di pali vivi di specie legnose dotate di capacità vegetativa per una profondità pari ad 1/3 della loro lunghezza e disposti uno accanto all’altro. Il diametro minimo dovrà essere proporzionato all’altezza e comunque non inferiore a 5 cm (ottimale ø 15 ÷ 25 cm), e dovranno essere opportunamente appuntiti in basso e tagliati diritti in alto, rispettando il verso di crescita, di altezza di ml 1,20-1,30.. I pali vivi verranno incamerati longitudinalmente in testa tra due pali di castagno di lunghezza proporzionata al solco, del diametro minimo di cm 12, bene ammorsati nelle pareti laterali e bloccati alle estremità da due pali di castagno della lunghezza di ml 1,20 circa e diametro cm 12, infissi nel terreno, tramite apposita chiodatura e/o fil di ferro zincato del diametro non inferiore a mm 2. I pali vivi verranno ammorsati ai pali di castagno tramite chiodatura.









